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R.D. 12/05/1927 n. 824

Art. 14. Su ogni generatore di vapore,anche se proveniente dall'estero,deve essere apposta dal costruttore una targhetta visibile durante il funzionamento del- l'apparecchio ed indicante

a) il nome del costruttore

b) il luogo e l'anno della costruzione

c) il numero di fabbrica

d) la pressione per la quale l'apparecchio è stato costruito. La targhetta deve avere in mezzo un apposito spazio circolare libero del diametro di mm. 52 per l'apposizione del bollo e deve essere inchiodata su di una parte essenziale del generatore; due chiodi di attacco debbono esse- re di rame, a testa piatta, del diametro di almeno mm. 16 e non sporgenti sul piano della targhetta. Per i generatori a pareti di spessore inferiore ai mm. 3 la targhetta può esse- re assicurata alle pareti mediante saldatura purchè presenti ai due estremi due capocchie di stagno del diametro di mm. 16 destinate alla punzonatura, ciascuna delle quali metà deve essere sull'apparecchio e metà sulla targhetta. In sostituzione di tale targhetta il costruttore ha facoltà di punzonare tutte le indicazioni di cui al comma 1/a direttamente su di una parte essenziale visibile dell'apparecchio. Superficie di riscaldamento

Art. 15. Per superficie di riscaldamento si intende la superficie metallica lambita da una parte dai prodotti della combustione e dall'altra bagnata dal liquido. La misurazione deve farsi dalla parte lambita dai prodotti della combustione. Nelle caldaie elettriche la superficie di riscaldamento in metri quadrati è considerata equivalente ad un ventesimo della potenza massima assorbita, espressa in kw. Valvole di sicurezza

Art. 16. Ogni generatore di vapore deve essere munito di almeno due valvole di sicurezza, a sede piana, ciascuna delle quali sia capace e caricata in modo da dare sfogo al vapore quando è stata raggiunta la pressione massima effettiva di lavoro. Sono considerate rispondenti a questa condizione le valvole la cui sezione complessiva (a) espressa in cmq. Corrisponda alla seguente formula: $t nella quale s è la superficie di riscaldamento del generatore in metri quadrati e p è la pressione del bollo in kg. per cmq. È consentita la riduzione di tale sezione al 40 % del valore dato dalla formula, quando le due valvole siano del tipo a grande alzata. Il calcolo della forza (peso o molla) facente equilibrio alla pressione esercitata dal vapore sulla valvola, deve essere eseguito in base al diametro del foro della valvola aumentato di due millimetri. La sede delle valvole non deve avere larghezza maggiore di 2 millimetri; ognuna delle valvole non può avere un diametro inferiore a 25 mm. quando la superficie riscaldata dal generatore non sia inferiore a mezzo metro quadrato, né avere un diametro tale che la pressione totale del vapore sulla valvola superi 800 kg. quando la superficie riscaldata sia inferiore a mezzo metro quadrato, il diametro deve essere di almeno dieci millimetri. Nei generatori fissi le valvole di sicurezza devono essere caricate con un peso di un solo pezzo applicato o direttamente o mediante leva. In quest'ultimo caso all'estremità del braccio maggiore di leva deve essere un arresto tale da impedire l'uscita del peso della leva. Il peso e le lunghezze dei bracci di leva, determinati dall'agente tecnico dell'associazione, non debbono per nessun motivo essere aumentati. Per i generatori funzionanti a non oltre un kg. per cmq. Una delle valvole di sicurezza deve essere, di regola, caricata con un peso diretto. Quando il numero delle valvole, calcolate a norma del 2/a e 3/a alinea, sia maggiore di quattro, possono essere applicate valvole a molla diretta in sostituzione di quelle a peso alle condizioni seguenti: 1/a che le valvole a molla siano del tipo approvato dal consiglio tecnico del l'associazione, e che ciascuna valvola sia provvista del dispositivo di arresto che limiti la reazione elastica della molla in relazione alla pressione del bollo; 2/a che delle valvole complessivamente occorrenti, almeno due siano a peso a leva; 3/a che sia applicato un dispositivo a portata di mano del conduttore, atto a consentire uno sfogo efficace del vapore, in eccesso, attraverso un tubo scaricante all'esterno del locale della caldaia e possibilmente provveduto di silenziatore. Negli altri generatori il caricamento delle valvole di sicurezza può farsi con molle agenti direttamente o applicate alla estremità della leva. La tensione della molla, stabilita all'atto della prova, deve essere resa invariabile mediante apposito dispositivo. Manometro

Art. 17. Ogni generatore deve essere munito di un manometro convenientemente collocato e graduato in kg. per cmq. Sul quale sia indicata, con segno facilmente visibile, la pressione effettiva che il vapore non deve oltrepassare. La graduazione del manometro deve spingersi almeno fino ad una volta e mezza ma non oltre il doppio della pressione massima di lavoro ed essere di facile lettura. Qualora le segnalazioni del manometro di un generatore differiscano da quelle del manometro campione per più di un quinto della pressione del bollo, con una massima differenza di un chilogramma in più o di mezzo chilogramma in meno, il manometro stesso deve essere riparato o sostituito. Per pressioni inferiori a due atmosfere è ammessa la tolleranza di un quinto di atmosfera. Per ogni generatore o gruppo di generatori in batteria l'utente deve avere un manometro di riserva.

Art. 18. Ogni generatore deve essere munito di una apposita appendice, comunicante con l'interno di esso e terminata da un disco di 40 mm. di diametro e di 4 mm. di spessore per l'applicazione del manometro campione.

Art. 19. Per i generatori costruiti dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la presa di vapore per il manometro deve essere munita di apposito rubinetto di intercettazione. Sostitutivi delle valvole di sicurezza e del manometro

Art. 20. Nei generatori destinati a produrre vapore ad una pressione effettiva non superiore a mezzo kg. per cmq. Può fare le veci della valvola di sicurezza e del manometro un tubo ad aria libera, il cui tratto verticale determinante la pressione non superi cinque metri di altezza quando la pressione sia data da una colonna di acqua, e non superi i 370 millimetri quando sia data da una colonna di mercurio. Il diametro di questo tubo deve essere tale da corrispondere ad una sezione di 350 mmq. Per ogni metro quadrato di superficie di riscaldamento. In ogni caso però detto diametro non deve essere minore di 30 mm. e può essere limitato al massimo di 80 mm. Apparecchi di alimentazione

Art. 21. Ogni generatore deve essere provveduto di due apparecchi di alimentazione, capaci ciascuno di fornire almeno il doppio dell'acqua necessaria ed indipendenti in modo che in qualsiasi caso sia assicurato il funzionamento di uno di essi. Ai generatori aventi meno di 5 mq. di superficie riscaldata, nonché a quelli, di qualunque superficie, che funzionino a non oltre un kg. per cmq. E che siano direttamente alimentati dall'acqua di ritorno, può essere applicato un solo apparecchio di alimentazione. La derivazione di una condotta di acqua forzata può essere utilizzata come mezzo di alimentazione, quando la pressione minima di essa superi sempre di almeno mezzo kg. per cmq. Quello del bollo di prova del generatore. Le pompe a mano sono ammesse solo come apparecchi ausiliari e per i generatori fissi e semifissi soltanto quando la pressione non superi 8 kg. per cmq., e la superficie riscaldata non superi 10 mq. Allorchè più generatori siano fra loro comunicanti è ammessa per essi l'applicazione di due apparecchi di alimentazione soltanto quando tali apparecchi siano fra loro indipendenti a sensi del 1/a comma e ciascuno capace di fornire da solo almeno il doppio di acqua necessaria per l'alimentazione di tutti i generatori. Indicatori di livello

Art. 22. Ogni generatore deve avere non meno di due apparecchi indicatori di livello d'acqua, dei quali uno deve essere a vetro. L'altro indicatore può essere costituito da due rubinetti di prova. Non sono ammessi per l'indicazione del livello altri dispositivi in sostituzione di quelli prescritti dal precedente comma. Gli indicatori devono essere posti ciascuno in comunicazione diretta con l'interno del generatore; debbono essere ben visibili dal conduttore ed indipendenti l'uno dall'altro. Nei generatori costruiti dopo l'entrata in vigore del presente regolamento il diametro dei fori di comunicazione non deve essere inferiore a 10 mm. Né l'altezza visibile del vetro può essere inferiore a 15 cm. dei quali non più di quattro devono essere sotto il livello minimo. Gli indicatori possono essere montati su di uno stesso corpo, purchè tanto questo, quanto le comunicazioni con il generatore abbiano la sezione libera non minore di cmq. 60. In tal caso il corpo unico portante i due indicatori di livello deve essere provveduto di un rubinetto di spurgo. L'indicatore di vetro deve essere collocato in guisa che siano facili la pulitura delle comunicazioni con il generatore e delle testate, il ricambio del tubo e la manovra dei rubinetti. Dietro l'indicatore a vetro deve essere fissata una targhetta con la dicitura _livello minimo_. Ogni indicatore deve essere munito, contro le eventuali proiezioni per rotture del tubo di vetro, di un riparo che non impedisca la visibilità del livello di acqua. Tale prescrizione non è applicabile agli indicatori posti ad almeno tre metri di altezza dal piano di manovra e a quelli a grossa lastra di vetro. Quando gli indicatori siano posti a più di tre metri dal piano di manovra del fuochista, vi deve essere anche un indice ben visibile e ripiegato sul vetro. Quando uno degli indicatori di livello sia costituito di due rubinetti di prova, la comunicazione del rubinetto inferiore deve essere in corrispondenza del livello minimo. Il dislivello fra i 2 rubinetti non deve essere superiore a 10 cm. Il livello minimo di cui al presente art. Deve essere situato 8 cm. Più alto del- la linea superiore delimitante la superficie di riscaldamento. Per i generatori semifissi e per le locomobili di superficie non maggiore di 10 metri quadrati tale livello può essere fissato a 4 cm. Sopra la linea suindicata. Però nella determinazione del livello minimo di questi generatori si deve tener conto delle eventuali oscillazioni, e nessuna parte dell'apparecchio che possa es- sere arroventata dai prodotti della combustione deve rimanere scoperta dal- l'acqua. Le disposizioni del precedente capoverso non sono applicabili ai condotti per i quali non sia da temere l'arroventamento della parte in contatto con il vapore. Altri accessori

Art. 23. Ogni generatore deve essere munito di una valvola automatica di ritenuta, collocata più vicino che sia possibile al punto di attacco del tubo di alimentazione col generatore. Tra la valvola di ritenuta ed il generatore deve essere inserito un rubinetto od una valvola di intercettazione. Qualora l'acqua di alimentazione passi per riscaldatori o per economizzatori e fra questi ed il generatore vi sia una valvola di intercettazione, prima di questa valvola deve essere collocata una valvola di sicurezza che, previa prova idraulica dei riscaldatori o dell'economizzatore, può essere caricata al- la pressione di un kg. per cmq. Superiore a quella del generatore. Tra detta valvola di sicurezza e l'apparecchio di alimentazione non deve es- sere interposta nessuna valvola di intercettazione. La valvola di sicurezza non è prescritta quando l'apparecchio di alimentazione sia un iniettore o una pompa a mano o una pompa centrifuga.

Art. 24. Ogni generatore deve essere munito di una valvola che serva ad intercettare ogni comunicazione della condotta di vapore. Allorchè parecchi generatori devono fornire il vapore ad un medesimo condotto, ciascuno di essi deve essere reso indipendente dagli altri, sia per la resa, sia per l'alimentazione. È ammesso il funzionamento di generatori in batteria anche se timbrati pressioni diverse, quando la differenza massima fra due di essi non superi tre kg. per cmq. Negli altri casi è necessaria la inserzione di una valvola di sicurezza regolata per la pressione più bassa. Negli impianti di generatori isolati o in batteria di oltre 200 mq. di superficie riscaldata complessiva e funzionanti a pressione superiore a 6 kg. per cmq. deve essere applicata, dopo la presa di vapore, una valvola automatica di chiusura.

 

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